Hey there, De(Leylah): come gestire la pressione a 19 anni

Hey there, De(Leylah): come gestire la pressione a 19 anni

Leylah Fernandez, la nuova stella del tennis canadese, ottiene un’altra vittoria allo Us Open contro la n. 5 del tabellone, Elina Svitolina, al termine di un match conclusosi al tiebreak nel set decisivo (6-3, 3-6, 7-6). Continua il momento magico dell’appena diciannovenne, che aveva sconfitto nei turni precedenti la detentrice del torneo, Naomi Osaka, e la ex vincitrice dello Us Open 2016, Angelique Kerber. Adesso incontrerà in semifinale la numero 2 del ranking, Sabalenka, che ieri si è imposta facilmente con lo score di 6-1, 6-4 sulla vincitrice di Parigi, Krejcikova. Con questo risultato, Leylah si è assicurata la possibilità di arrivare alla posizione n.36 del ranking. Aldilà della scalata al ranking, ciò che impressiona è la straordinaria forza mentale di questa ragazza, che ha centrato la semifinale, battendo giocatrici di un certo livello (vedi sopra), ma soprattutto recuperando da situazioni di svantaggio: nel match contro Osaka, era sotto set e break, ma nonostante ciò è riuscita a recuperare e a portare la partita al terzo; lo stesso è accaduto nel match contro Kerber, mentre ieri ha dovuto affrontare una situazione nuova per lei: nel terzo set, la Svitolina, sotto 2-5, è riuscita a capovolgere la situazione e a mettere forse per la prima volta nel torneo la Fernandez in una posizione difficile, ovvero dimenticare le occasioni mancate ed andare avanti; e Leylah l’ha fatto: si è issata al tiebreak e lo ha vinto, nonostante la Svitolina stesse risalendo la china.

Al termine del match, in conferenza stampa le hanno chiesto quali fossero le sue sensazioni: “E’stato uno dei match più difficili della mia carriera, non solo a livello tennistico ma soprattutto a livello mentale. Svitolina è una delle giocatrici migliori del circuito e una grande combattente. Sono stata molto contenta di vincere il primo set; nel secondo, ha alzato il suo livello di gioco e ho commesso un po’ di errori nei momenti chiave. Mi sono ripresa nel terzo set e sono arrivata al tiebreak: sono stata anche un po’ fortunata. Sono contenta di essere in semifinale in questo torneo.”

Dopo la vittoria a Monterrey, sono stati mesi difficili. A tal proposito: “dopo aver vinto Monterrey, ho avuto un brutto periodo. Mi sono allenata bene, ho giocato bene, ma non ho vinto. Nonostante ciò, da ogni sconfitta ho sempre imparato qualcosa di nuovo e ho cercato di allenarmi sempre più duramente per tornare a vincere. Pian piano, sono riuscita a migliorare e i risultati sono arrivati in questo torneo, in cui ho dimostrato cosa posso fare su un campo da tennis.

I giornalisti le hanno chiesto come abbia fatto a sostenere la pressione su questi palcoscenici così importanti e lei ha risposto: “sin da piccola, pensavo di giocare sui campi più prestigiosi del mondo, davanti ai miei genitori. A scuola, odiavo esporre argomenti in classe, ma quando si è trattato di fare spettacoli, cantare o ballare, mi sono divertita a farlo davanti a tante persone. Alcune persone sono timide in queste situazioni, io mi sento a mio agio.”

Senza ombra di dubbio, lei, insieme ad Emma raducanu, è stata la giocatrice rivelazione del torneo: “i primi giorni sono stati molto complicati, però sono fortunata ad avere un grande team al mio fianco. Mi hanno insegnato a tenere i piedi per terra e di pensare a lavorare per la prossima partita, senza mettermi addosso troppa pressione”.

La giovane canadese si è fotografata con due leggende di questo sport, Billie Jean King, e Juan Martin del Potro, al quale tutti auguriamo un immediato ritorno in campo: “Sono fortunata, perché ho avuto la possibilità di stare con loro. King mi ha detto di pensare a divertirmi e cercare di trovare il mio gioco; con Del Potro ho avuto una chiacchierata veloce: ci siamo fatti una foto e mi ha fatto gli auguri. E’ stata un’emozione incontrarli e questo mi ha aiutato psicologicamente contro Svitolina”.

Fonte: https://www.tenniscircus.com/circuito-wta/hey-there-deleylah-come-gestire-la-pressione-a-19-anni/

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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