Djokovic adesso si gioca il numero 1

Djokovic adesso si gioca il numero 1

Stan Wawrinka non si sentiva pronto per incontrare Novak Djokovic. “Devo giocare ancora tante partite così, certe sensazioni non le puoi allenare” diceva alla vigilia. Il match, un’ora e un quarto di spettacolo modesto mentre le ombre iniziavano a calare sul Centrale, ha confermato la bontà delle sue sensazioni.

Sorride Djokovic, dopo il 62 62 accolto da un applauso piuttosto tiepido. Il pubblico ha provato ad incitare lo svizzero, ma gli applausi di incoraggiamento non hanno acceso l’orgoglio del campione, consapevole degli effetti che il tempo e il recente infortunio hanno sul suo attuale livello di gioco. “E’ bello rivedere Stan in campo, ha vinto due partite difficili. Lo vedi che fisicamente non è dove vorrebbe essere, ma se gli lasci tempo può farti male” ha detto a caldo dopo il match.

Nole compie così un altro passo verso il 38mo smile (le faccine sorridenti che usiamo tutti su Facebook o Whatsapp) sul suo borsone portaracchette. Ne ha stampato uno per ogni Masters 1000 vinto, lui che è l’unico ad aver trionfato almeno una volta in tutti i 1000 oggi in calendario.

Nel suo 89mo quarto di finale in questa categoria di eventi, il sedicesimo a Roma in altrettante partecipazioni, affronterà Felix Auger-Aliassime che ha raggiunto il quarto grazie al 6-3 6-2 sullo statunitense Marcos Giron. Se lo batterà, firmando il successo numero 999 della carriera, resterà numero 1 del mondo. Altrimenti alla fine del torneo, gli tornerà davanti Medvedev che proprio la prossima settimana rientrerà in campo a Ginevra.

“Lo conosco ormai da qualche anno, è un Top 10 stabile, un grande lavoratore e un bravo ragazzo. Il suo tennis a tutto campo sta migliorando molto. La terra non è la sua superficie, ma negli ultimi due anni ha fatto grandi progressi lavorando con Toni Nadal. Sarà interessante perché non l’ho mai incontrato, e non sono tanti i tennisti con cui non ho mai giocato – ha detto Djokovic in conferenza stampa -. Felix è uno dei leader della nuova generazione, so cosa mi aspetta”.

Il terzo Djokovic-Wawrinka andato in scena a Roma non ha mai nemmeno ricordato le fiammate delle loro sfide passate, garanzia di spettacolo quasi un decennio fa. L’ottavo di finale dell’Australian Open 2013, che Nole vinse 12-10 al quinto, fu il segnale dell’avvicinamento dei valori, preludio al cambio di passo dello svizzero. Un anno dopo a Melbourne Wawrinka ha interrotto la striscia di 14 semifinali Slam di fila di Djokovic, poi l’ha battuto in finale al Roland Garros 2015 e allo US Open 2016. E’ l’unico avversario che Nole non ha mai sconfitto nelle finali Slam.

Il loro primo confronto, proprio a Roma nel 2008, ha segnato un altro momento cruciale per le loro carriera. Nel torneo dei ritiri (due su due in semifinale, dello statunitense Andy Roddick e del ceco Radek Stepanek messo ko da un pranzo troppo abbondante), Djokovic conquistò il suo primo grande titolo sul rosso. Wawrinka, che aveva sconfitto il serbo in finale a Umag nel 2006, entrò per la prima volta tra i primi 10 del mondo.

“Nel vostro paese ho giocato tanto quando ero junior. Ho tanti amici qui e del resto Serbia e Italia sono paesi che si somigliano molto: nel carattere delle persone, nell’ambiente. Quando vengo qui io mi sento a casa” disse allora Djokovic. E non ha smesso di pensarlo.

Fonte: https://www.internazionalibnlditalia.com/news/in-evidenza/djokovic-domina-wawrinka-16-quarti-in-16-anni-a-roma/

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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