Nadal, dieci e lode

Nadal, dieci e lode

Sorride, allarga le braccia, salta come Cristiano Ronaldo. Rafa Nadal festeggia così la “Decima”, il trionfo numero dieci agli Internazionali BNL d’Italia. E’ il quarto torneo dopo il Roland Garros, Monte-Carlo e Barcellona, dove gli hanno dedicato il Centrale, in cui lo spagnolo è in doppia cifra per numero di trofei in bacheca. Ha chiuso 7-5 1-6 6-3, contro un Djokovic senza energie per l’ultimo sprint che ha sbagliato tre rovesci nell’ultimo game.

Alla 57ma replica della rivalità con più capitoli nell’era Open, Rafa Nadal e Novak Djokovic hanno provato a sorprendersi, senza riuscirci fino in fondo. Alla fine, ha vinto chi ha avuto più energie, chi ha sbagliato meno e rischiato di più nei momenti decisivi. Djokovic ha finito col fiato corto, si è sgonfiato dopo aver mancato una palla break per salire 3-2 nel terzo set.

Il re del rosso e il numero 1 del mondo hanno cercato di sfruttare tutto il campo, di prendere il controllo a partire dai colpi di inizio gioco. Nei primi game, Djokovic stringe meglio gli angoli con il rovescio diagonale e con questo prende campo. Si concede anche attacchi in controtempo, palle corte, serve and volley.

Gradualmente, Nadal aumenta la gittata dei colpi da fondo. Il più frequente ricorso alla risposta incrociata sul rovescio di Djokovic e a sua volta al rovescio lungolinea in back gli permette un maggior controllo del campo.

Si sente sufficientemente in fiducia da giocare il 30% dei diritti del primo set in lungolinea. La frequenza e la resa di questo colpo restano indicatori precisi della condizione del maiorchino, che gode dei consensi della maggior parte dei tifosi presenti sul Centrale.

Nadal sale di livello nella parte finale del primo set, mentre Djokovic ricava meno dal servizio anche a causa di un lancio di palla sbilanciato in avanti. Lo spagnolo riesce così a giocare con maggiore tranquillità il diritto anomalo da destra, anche a uscire, e prendere così un significativo vantaggio competitivo.

Il campione più vincente sulla terra battuta vanta una serie di 101 successi di fila quando ha vinto il primo set sulla sua superficie migliore. Ma accusa un calo di tensione in risposta e negli scambi brevi nella seconda parte del secondo set.

Djokovic aumenta e non di poco la quota di punti diretti con il servizio rispetto al primo set (26% contro 17%). E cambia tutto. Il secondo set dura 43 minuti, mezz’ora meno del primo. Un calo di intensità di Nadal facilita l’allungo del numero 1 dl mondo che vince cinque game di fila e arriva a set point con il quinto ace del match. Un errore di rovescio di Nadal prolunga la finale.

Nel terzo, la reciproca ricerca della brevità moltiplica le palle corte e le accelerazioni lungolinea. Non c’è centimetro di campo in cui i due non abbiano provato a colpire. Dopo quattro game, sul 2-2, Djokovic e Nadal hanno vinto 52 punti a testa negli scambi da fondo. Un equilibrio figlio anche delle diverse strategie a cui hanno fatto ricorso per mettere l’avversario nelle condizioni possibilmente più disagevoli.

Il piano riesce, alla lunga, meglio a Nadal che destabilizza il numero 1 del mondo con il diritto lungolinea, un colpo tatticamente decisivo contro il serbo. Ne gioca tre, uno più efficace dell’altro, nel sesto game in cui si prende il break a zero che indirizza la finale. E piazza la coppa, per la decima volta, nelle solite, grandi mani incerottate. E quelle la alzano al cielo.

Fonte: https://www.internazionalibnlditalia.com/news/in-evidenza/rafa-djokovic-finale-cronaca/

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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